| Intro | Militare italiano | ||
| Was | Military personnel | ||
| From |
Italy Ethiopia |
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| Type | Military | ||
| Gender | male | ||
| Birth | 4 January 1914, Imola, Italy | ||
| Death |
25 December 1935, Axum, Ethiopia (aged 21 years) |
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| Star sign | Capricorn | ||
| Awards |
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| Francesco Azzi | |
|---|---|
| Statua dedicata al tenente Francesco Azzi | |
| Nascita | Napoli, 4 gennaio 1914 |
| Morte | Axum, 26 dicembre 1935 |
| Cause della morte | ferite riportate in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regio Esercito |
| Arma | Cavalleria |
| Corpo | Regio corpo truppe coloniali d’Eritrea |
| Reparto | V Gruppo Spahis |
| Grado | Tenente |
| Guerre | Guerra d’Etiopia |
| Battaglie | Prima battaglia del Tembien |
| Decorazioni | vedi qui |
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Francesco Azzi (Napoli, 4 gennaio 1914 – Axum, 26 dicembre 1935) è stato un militare italiano, tenente di cavalleria del V Gruppo Spahis, decorato con la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria durante la guerra d’Etiopia.
Biografia
Nacque a Napoli il 4 gennaio 1914, figlio di Azzo ma poi seguì la famiglia quando si trasferì a Torino. Frequentò la facoltà di medicina presso la locale Università, entrando nella 1ª Legione universitaria della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Arruolatosi nel Regio Esercito frequentò il corso Allievi Ufficiali di complemento, al termine del quale fu assegnato all’Arma di Cavalleria, entrando in servizio presso il 1º Reggimento “Nizza Cavalleria”.
Con l’approssimarsi della guerra con l’Etiopia partì volontario per la Libia, dove il maggiore Antonio Ajmone Cat stava arruolando ed addestrando cavalieri indigeni con cui formare cinque gruppi di Spahis destinati all’Africa Orientale. Entrato in servizio nel V Gruppo Spahis partì per l’Eritrea, dove allo scoppio del conflitto entrò in azione distinguendosi nella conquista di Adua e poi nella prima battaglia del Tembien (14 dicembre 1935-24 gennaio 1936). Il giorno di Natale del 1935 attaccò alla testa dei suoi uomini una postazione di mitragliatrice a Selaclacà rimanendo gravemente ferito nel corso del combattimento corpo a corpo, e trasportato in seguito presso l’ospedale di Axum si spense il giorno dopo. Gli fu concessa la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
A lui è dedicata una statua che si trova nei Giardini Pubblici presso la Chiesa di San Domenico a Imola, una via nel comune di Castelnuovo Garfagnana, nonché una via nel quartiere Cenisia del comune di Torino.
Onorificenze
| «In un lungo ed accanito combattimento su terreno impervio, identificato un ridottino avversario vi si lanciava contro al galoppo, trascinando con l’ardimentoso esempio gli spahys del suo gruppo. Superato con irresistibile impeto il muro di difesa e scaricati tutti i colpi della sua pistola, piombava in mezzo all’avversario superiore in forze, caricandolo alla sciabola e sgominandolo. Mortalmente colpito, stoicamente conscio della gravità della ferita, allontanava l’attendente che tentava di soccorrerlo, gridandogli: «Lasciami e continua a sparare contro il nemico». Spirava poi il giorno successivo, esaltando con virili parole di fierezza il combattimento e la vittoria. Splendido esempio di leggendario ardimento.» — Selaclacà, 25 dicembre 1935. |
Bibliografia
- Marziano Brignoli, Cavalleria a Voghera. I Reggimenti di guernigione a Voghera dal 1859 al 1943., Voghera, Società Cooperativa Editoriale Oltrepò, 2007.
- Angelo Del Boca, Gli italiani in Africa orientale. Vol. 2: La conquista dell’Impero, Milano, A. Mondadori Editore, 2012.
- Raffaele Costantino Trischitta, Corona aurea orientale: monografia delle madaglie d’oro A.O.I., Torino, Stud. Edi. Torinese, 1938.
- Raffaele Costantino Trischitta, Francesco Azzi : sottotenente di Nizza cavalleria, medaglia d’oro al valor militare sul campo, Torino, Tip. G. Vogliotti, 1936.
Voci correlate
- Imola